Bonaparte, l’Armata d’Italia e le spoliazioni del 1796-97

Bonaparte, l’Armata d’Italia e le spoliazioni del 1796-97

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Bonaparte, l’Armata d’Italia e le spoliazioni del 1796-97
Presentazione del libro di Sandro Tirini (Milano, Book Time, 2024). Dialoga con l’autore: Daniele Biancardi. Le vicende delle spoliazioni d’arte e scienza dell’Armata d’Italia sono raccontate attraverso la rilettura ragionata di un’enorme mole documentaria che si snoda per l’intero periodo delle operazioni militari, dal marzo 1796 al novembre 1797. Dopo aver contestualizzato il racconto attraverso le vicende seguite alla caduta di Robespierre, si racconta l’inizio delle operazioni militari dell’Armata d’Italia e come Bonaparte abbia da subito focalizzato la sua attenzione sulla politica delle spoliazioni di opere d’arte e scienza, formalizzandola nei trattati con i vinti. Le complessità della raccolta nelle città occupate, i difficili rapporti con le popolazioni “visitate”, le vicissitudini del trasporto per terra e per mare verso la Francia e le celebrazioni parigine che ne glorificavano l’acquisizione sono ricostruite attraverso la fitta corrispondenza dei protagonisti: Bonaparte, il Direttorio esecutivo, i ministri, la Commissione incaricata delle scelte, il direttore dell’Accademia di Francia in Roma, senza dimenticare tanti altri comprimari. Dalle parole del giovane Bonaparte scopriamo un uomo capace di motivare con maestria i suoi soldati, uno straordinario stratega militare concentrato sulle requisizioni dei tesori d’arte quanto sulla guerra, preoccupato del buon andamento delle spoliazioni anche nel mezzo di battaglie cruciali e impegnative, attento a preservare il mondo accademico-scientifico delle città occupate. Emergono sullo sfondo vicende dimenticate: il caso di Suzette, la mistica rivoluzionaria; episodi inediti delle capitolazioni di Mantova e Venezia; la lotta alla corruzione nell’Armata d’Italia; il linciaggio di Ugo di Basseville; errate attribuzioni per documenti mal compresi; l’intellettualità francese contro. Laureato in Ingegneria nucleare, Sandro Tirini è stato funzionario dell’Enea. Ha al suo attivo una settantina di pubblicazioni tecnico-scientifiche. Bibliofilo e appassionato di storia della scienza, oltre a due volumi bibliografici sulla storia dell’astronautica e dell’energia nucleare, è autore di diverse opere a carattere storico-divulgativo: "Gherardo Monari esploratore in Africa. Una romantica ingenuità" (Bologna, Pendragon, 2014); "Alfonso Guadagnini e l’invenzione del Radar. Un primato bolognese non riconosciuto", in “Strenna storica bolognese”, 2014; J"e suis ici ... Sogni, tormenti e segreti di Arthur Rimbaud in Africa" (Torino, Genesi, 2015); "Il sole fermato. Intrighi nella Chiesa contro la svolta copernicana del 1820" (Milano, Book Time, 2017); "Peripezie di un falso mussulmano alla ricerca della città proibita. L’ardimentoso viaggio di René Caillié a Timbuctù" (Milano, Book Time, 2021); "Un sacré diable. Dumollard, l’assassino delle domestiche" (Milano, Book Time, 2022); "Arthur Rimbaud e la sua Africa. Metamorfosi di un poeta maledetto" (Milano, Book Time, 2023); insieme a Franco Stefani "... e il Duce preferì i ciarlatani" (Milano, Book Time, 2023); "Robespierre, la 'Madre di Dio' e l'improbabile congiura" (Milano, Book Time, 2024).